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December 08 IL BALLO DI SAN VITO - VINICIO CAPOSSELA
Salsicce fegatini May 18 LES CHORISTES
Caresse sur l'océan Porte l'oiseau si léger Revenant des terres enneigées Air éphémère de l'hiver Au loin ton écho s'éloigne Châteaux en Espagne Vire au vent tournoie déploie tes ailes Dans l'aube grise du levant Trouve un chemin vers l'arc-en-ciel Se découvrira le printemps Caresse sur l'océan Pose l'oiseau si léger Sur la pierre d'une île immergée Air éphémère de l'hiver Enfin ton souffle s'éloigne Loin dans les montagnes Vire au vent tournoie déploie tes ailes Dans l'aube grise du levant Trouve un chemin vers l'arc-en-ciel Se découvrira le printemps Calme sur l'océan. CHE COS' E' LA MUSICA?Che dire di una simile domanda, la cui risposta è così semplice e complessa allo stesso tempo? Tutti noi abbiamo idee precise al riguardo; tutti crediamo di saperlo, ma il fatto è che fa talmente parte della nostra vita che restiamo letteralmente spiazzati se qualcuno ci chiedesse di che si tratta. Vi siete mai posti un simile problema? Qualunque definizione si tenti di darle rischia di circoscriverla e di diventare riduttiva, se non addirittura "di parte". Certo, questo problema lo incontriamo ogni qual volta ci chiediamo che cos'è il tempo, l'uomo, Dio, l'amore, la forza di gravità o la "salute mentale". Ma qui è necessario soffermarsi sulla musica poiché è di essa che abbiamo deciso di parlare. Di che si tratta dunque? Numerose caratteristiche le sono proprie come l'armonia, la melodia, il ritmo, le dinamiche (queste ultime sono quei parametri che regolano l'"espressione", come il "forte", il "pianissimo", il "piano", etc.)... Spesso nel linguaggio comune si usa dire che una musica o una canzone è lenta, veloce, triste, allegra, rilassante, energica....A volte suscita in noi emozioni tali che veniamo "rapiti" letteralmente e ci trascina con sé in una dimensione sconosciuta come per esempio su di un'isola deserta con le palme e i frutti esotici, sopra un fresco e colorato prato fiorito, oppure su di un pianeta misterioso che si trova all'interno di qualche galassia che procede nella sua corsa siderale ai confini dell'universo. Altre volte invece riesce a farci provare sensazioni talmente profonde che risultano inesprimibili. Chi di fronte ad una canzone, o ad una musica in generale, non ha mai provato, a tratti, il desiderio di singhiozzare, quasi come per mettersi a piangere, senza peraltro riuscire a capirne la ragione? E' come se in un momento ben preciso alcuni suoni, modulati in un certo modo, riescano chissà come a "solleticarci" l'anima tirando fuori contemporaneamente e in un istante tutte le nostre emozioni più intense, al punto che non sappiamo più se stiamo per ridere o per piangere. Spesso si utilizza la musica anche per sfogare le proprie tensioni interiori ed emozioni negative attraverso quei ritmi violenti e ripetitivi tipici del rock che si ripercuotono immediatamente sul fisico inducendoci al movimento e al "ballo". Molti ragazzi la utilizzano in questo modo al fine di scaricare la propria energia psico-fisica. Altri invece ascoltano musica per liberare lo spirito da ciò che risulta essere impuro e disarmonioso. Del resto i greci non le avevano forse attribuito un potere catartico? Un altro aspetto sorprendente è che a volte abbiamo la forte sensazione di "unirci" alla musica e diventare con essa una cosa sola. In certi momenti noi diventiamo la musica che stiamo ascoltando! Che sensazione stupenda e illuminante! E' come se a tratti, riuscissimo a percepire l'"unità" di cui parlano gli orientali. E non importa quale sia il genere di musica, ognuno scelga quella che più si adatta al suo essere, al suo temperamento. In alcune circostanze, una certa musica, può anche causare l'effetto opposto e divenire fastidiosa se non insostenibile, creando in noi un disagio tale la cui intensità diverrebbe pari alle sensazioni piacevoli di cui parlavamo prima, ma nel senso contrario! Inoltre, vorrei accennare che alcuni medici studiano anche gli effetti neuro-psico-fisiologici della musica. Chi, ad esempio, non ha mai sentito parlare del grande "potere" che ha la musica di Mozart? Queste ultime affermazioni non mi sembrano molto leggere, poiché conferiscono alla musica una dimensione importantissima, tanto più che le conferme di ciò arrivano dal mondo scientifico. Sarebbe bello inoltrarci in questo campo di ricerca, ma rischieremmo di perdere, strada facendo, l'obiettivo che ci eravamo prefissati inizialmente. D'accordo, direte voi giunti a questo punto, la musica è in grado di suscitare in noi emozioni straordinarie, sia piacevolissime che estremamente sgradevoli, di produrre effetti sul nostro fisico, sulla nostra psiche e sul nostro cervello. Ma cos'è? Spesso tendiamo a giudicare in base alle sensazioni che ci suscita, di modo che, se una certa musica ci infastidisce siamo spesso soliti ad affermare: "questa non è musica!" E che dire allora di una persona a cui la stessa musica suscita sensazioni bellissime ed intense? Non siamo sulla strada giusta. A volte giudichiamo in base alla complessità e alla qualità di una certa composizione. Ad esempio se una canzone è molto semplice dal punto di vista musicale e magari il testo ci sembra banale e il cantautore si "sgola" senza un minimo di impostazione vocale, siamo pronti ad affermare: "la vera musica è un'altra cosa". Eppure a volte possiamo provare emozioni forti anche ascoltando Cristina D'aveva, poiché, ci fa rivivere alcune sensazioni che provavamo da piccoli quando la sentivamo. Altre vote invece ci impadroniamo della scienza, della fisica in particolare, per sostenere le nostre ragioni. Così siamo pronti a dire che quando le vibrazioni che giungono al nostro orecchio sono regolari si parla di musica, se invece, al contrario, sono irregolari siamo in presenza di rumore. C'è anche chi è pronto a sostenere che l'armonia è basata su leggi matematiche, naturali, universali e che, se in una composizione i suoni non sono disposti seguendo queste leggi, non possiamo parlare di musica vera e propria. Ma allora tutta la musica del '900, tra cui la dodecafonia, è veramente da buttare nella spazzatura? Possiamo davvero arrogarci il diritto di sminuirla solo perchè non utilizza l'armonia tonale (e di conseguenza non è immediatamente gradevole all'ascolto) o perchè a volte appaiono strumenti che non emettono vibrazioni regolari? Non lo penso proprio. Anche gli autori di quel periodo hanno prodotto veri e propri capolavori degni di ascolto. Ora, per cercare di concludere questa discussione e non rischiare di perderci in disquisizioni infinite che non portano da nessuna parte, vorrei citare un aneddoto capitato ad un grande compositore italiano morto di recente. Parlo di Luciano Berio. Un giorno, un intellettuale gli chiese cosa fosse la musica. Berio rispose: "la musica è tutto ciò che si ascolta con l'intenzione di ascoltar musica". Una risposta stupefacente, geniale se vogliamo, degna di un grande compositore, che in un attimo supera in larga misura tutte le considerazioni che abbiamo fatto fino ad ora. Un'affermazione davanti alla quale non ci si può che sentire a proprio agio poiché non impone limitazioni di sorta. Tutto, o quasi tutto, vi è inglobato. Non tiene conto dei pregiudizi scaturiti dalla ragione e dal mondo delle sensazioni personali. Va oltre tutto questo. In definitiva vorrei aggiungere che i moderni scienziati che si sono avventurati con la ricerca nel "cuore" della materia, hanno scoperto che essa, al suo limite estremo, non è costituita da particelle ma da "stringhe" o "corde" vibranti che oscillano ad una velocità elevatissima. Del resto che cos'è che non si muove, che non vibra, nel cosmo? Tutto è vibrazione, dall'energia esistente prima che si formi una particella elementare fino ai pianeti e agli ammassi galattici. Possiamo per un attimo liberarci dagli schemi rigorosi della scienza e cercare di vedere il mondo sotto questo aspetto stupendo? Perchè privarci di poter apprezzare le meraviglie del creato al solo scopo di conservare le nostre "certezze", che in realtà non abbiamo, e che peraltro la scienza non è in grado di fornirci? Basta con questo malsano uso della ragione che, spinto ai limiti estremi, rischia di non saper gestire il rapporto esistente tra il piano divino e quello riservato ai meccanismi mentali. A coloro che sostengono che un approccio simile sia molto poco scientifico ma solo pittoresco e poetico io domando: perchè scienza e poesia non possono coesistere come entità complementari, completandosi vicendevolmente? Un po' come dovrebbe essere per "ragione" e "fede"... Ora che sappiamo che la musica è tutto, diventa anche più semplice comprendere perchè una canzone, o una sinfonia riesce a farci vibrare l'anima e a proiettarci in un "luogo" magico e sublime dove non vi è più bisogno della ragione per vivere ciò che ascoltiamo.
ps: mi piacerebbe sapere qual è il vostro pensiero al riguardo. Che pensate della musica? Scrivetelo pure nei commenti se vi va. Accetto volentieri sia le critiche sia atre proposte, anche semplicemente per completare ciò che ho scritto io oppure per stravolgerlo completamente... March 08 DISPERAZIONE Il titolo dell'opera è "Disperazione"...Secondo me è una rassegnazione profonda, conseguente ad una disperazione che risulta indescrivibile. La sorgente delle lacrime provenienti dagli "abissi" del suo essere si è prosciugata; non vi è rimasto nulla. Rimane solo una "sagoma" scura e amorfa, che ricorda un "fantoccio" ormai incapace di provare sentimenti. Tutta la sua disperazione l'ha esaurita con quell'urlo interiore che esprimeva la sua angoscia incommensurabile. Ora non è rimastu più niente. Questo è ciò che intendevo dire la prima volta che vidi il dipinto e affermai: "Non urla più"... February 25 SOTTO IL SEGNO DELL'ACQUARIO...
La vivacità e l'impulsività sono senza dubbio le caratteristiche più evidenti dell'Acquario, che si tuffa nella quotidianità in modo impetuoso, senza troppo badare alle conseguenze o agli effetti delle proprie azioni. Si tratta insomma di un segno che agisce di getto, dando enorme spazio alla fantasia. Questo tipo di personalità, naturalmente, offre varie possibili valutazioni: se da una parte si può apprezzare l'immediatezza degli Acquari, dall'altra questo modo d'essere può provocare reazioni di insofferenza e causare bruschi intralci a progetti e ambizioni che meriterebbero più ponderatezza. E' facile, trovandosi davanti ad un Acquario, assistere a manifestazioni assolutamente repentine, tali da cogliere di sorpresa chiunque; ciò si rivela però un'arma a doppio taglio, essendo questa eccessiva schiettezza distante ani luce dalle più elementari regole della diplomazia. Gli Acquari si vantano della loro sincerità a tutti i costi, senza il benché minimo tatto: sono sempre sinceri, anche perché mentono veramente male! In compagnia sono molto brillanti, loquaci oltre misura e sempre pronti ad uscirsene con battute che lasciano di stucco; assai prodighi comprano di tutto e svenderebbero un'automobile nuova se solo balenasse loro l'idea di cambiarla con un, ancorché sgangherato, calesse stile <<vecchia America>>. Nei confronti di coloro che amano si donano completamente, se solo li si sa prendere per il verso giusto. L'incongruenza che talvolta dimostrano è dunque un modo di concepire la vita un po' troppo romantico, che non tiene nel giusto conto la dura realtà. Non amano molto i pettegolezzi, specialmente se riguardano loro stessi. Sono molto interessati alle arti di qualunque tipo; tra le quattro mura domestiche si sentono limitati e preferiscono impiegare il loro tempo in modo più creativo, magari sognando, in mancanza di meglio, viaggi verso la Terra del Fuoco alla ricerca di misteri, o per la giungla alla scoperta di qualche strana varietà di orchidea, ed il pensiero che questi sogni resteranno tali li rende nervosi. La loro affettuosità è enorme, ed amano ricoprire di coccole chi sta loro vicino, desiderando nel contempo un identico trattamento dal partner. Per loro il sesso è qualcosa di più di ciò che dovrebbe essere, lo arricchiscono di tante altre sensazioni... L'UOMO ACQUARIO: L'uomo appartenente al segno dell'Acquario impara fin da giovanissimo che l'impulsività e l'immediatezza della propria personalità di base sono fattori negativi, capaci di rendergli la vita irta di ostacoli e delusioni. Per questa ragione lotta strenuamente per contenere l'istintività, spesso riuscendoci anche se a caro prezzo. L'autocontrollo che francamente gli va riconosciuto, viene generalmente raggiunto a scapito della spontaneità; ciò lo costringe a limitare i propri entusiasmi, provocando nell'uomo acquario un forte senso di frustrazione. Non è sempre facile tuttavia reprimere le proprie sensazioni per cui, anche se in poche e diluite occasioni, un Acquario sarà immediatamente riconoscibile soprattutto per chi spartisca con lui gran parte dell'esistenza. Vi saranno momenti in cui si lascerà andare all'esultanza, altri in cui sarà preda allo sconforto, allontanandosi per qualche attimo dal personaggio sereno e rassicurante che si è così faticosamente costruito addosso. Infatti esso sente l'esigenza e il dovere di apparire risoluto e deciso, in modo da potersi meritare l'appellativo di sostegno della famiglia. Tutto ciò lo sottopone ad uno sforzo notevole; l'uomo Acquario intimamente preferirebbe vivere alla giornata, muoversi tra ciò che gli piace e lo fa divertire, senza preoccuparsi minimamente delle responsabilità e degli impegni. Fortunatamente invece, si rende perfettamente conto che non può condurre una vita effimera e sprovveduta, arrivando con la sua profonda autoanalisi, perfino a detestare chiunque non si mostri positivo ed efficiente. Il grande dilemma di questo soggetto è quindi rappresentato dalla tendenza ad essere espansivo ed estroverso, in conflitto con il suo convincimento di dover apparire maturo, equilibrato e di conseguenza poco incline al sentimento. Emerge quindi ancora una volta il problema di fondo del segno, ovvero la difficoltà quasi assoluta ad assumere un comportamento equilibrato. In conclusione quindi, apparentemente non si possono muovere grandi accuse all'uomo Acquario, generalmente posato e perfettamente ligio alle regole che si impone. Tuttavia, sebbene con accenti più positivi che negativi, la tendenza ad estremizzare le situazioni e ad interpretare fino in fondo il ruolo prefissato, sia esso quello del <<viveur>> che quello dello zelante galantuomo, mostra questo soggetto un po' troppo chiuso e fermo sulle sue posizioni, spesso purtroppo frutto di preconcetti estremamente rigidi. Una maggiore duttilità permetterebbe al nativo di rasentare la perfezione! IL BAMBINO ACQUARIO: Si tratta di un bambino con una personalità assai particolare, il classico bimbo da prendere con le molle! Tutto lo affascina e lo coinvolge, non rimane mai indifferente a ciò che gli accade intorno e non si accontenta di una poltrona in prima fila, vuole essere sempre protagonista, anche a costo di sembrare inopportuno e fastidioso. Sembra sempre saper quello che vuole, anche se spesso i suoi desideri sono dettati più dall'impulsività e dall'istinto piuttosto che da un ponderato ragionamento. E' la tipica <<piccola peste>> che, se vede un giocattolo nuovo in vetrina, improvvisa una guerra atomica pur di riuscire ad ottenerlo. Naturalmente il giorno dopo averlo ottenuto se ne dimentica, abbandonandolo in un angolino e rivolgendo le sue attenzioni a qualche altro pensiero, più stimolante e irraggiungibile. Il bambino dell'Acquario vive in un mondo tutto suo; ama fantasticare, creare giochi nuovi e di cui solo lui conosce la strategia, inventare personaggi fantasiosi con i quali dialoga come se fossero reali, incurante del fatto che sia i grandi che i suoi coetanei non riescano a capire il fantastico meccanismo. Gli piace inventarsi un mondo parallelo, pieno di sogni, una terra di favola come <<Oz>> in cui dar vita hai suoi sogni più nascosti. Proprio a causa di questa sua maniera personalissima di vedere la realtà, s risulta imprevedibile creando notevoli motivi di preoccupazione nei genitori. Ama tuffarsi in mezzo ai pericoli, il suo senso dell'avventura tuttavia, no ha come obbiettivo la conoscenza e la sfida con se stesso: il piccolo Acquario si lancia nell'imprevisto essenzialmente per curiosità, caratteristica che lo accompagnerà inevitabilmente in tutte le fasi della sua vita. Gli piace indagare, scoprire, smascherare e, sebbene sia fondamentalmente candido e avvolta da un'aurea di ingenuità, intuisce le marachelle degli adulti ed è sempre pronto a piccoli ricatti. Di indole irrequieta ed abituato, per essersi imposto fin da lattante, ad avere tutto ciò che desidera (più per esasperazione che per reale convincimento dei genitori), allorché non riesce a raggiungere il suo scopo è disposto a tutto; ho conosciuto più di un Acquario che, da piccolissimo, è fuggito di casa con valigia e spazzolino da denti per punire i genitori, rei di non avere accondisceso ai suoi capricci! Tutto sommato quindi un bimbo assai petulante, sempre desideroso di essere notato e pronto combinare qualsiasi disastro pur di emergere. Ovviamente è sufficiente l'amore e la dedizione della famiglia per evitare il peggio e farlo sentire sicuro di sé e dei sentimenti che mamma e papà provano per lui. Una volta rassicurato potrà dare grandi soddisfazioni, sia nella scuola che nel tempo libero, mostrando tutta la sua intelligenza. L'ACQUARIO E L'AMORE L'Acquario ha una visione molto particolare dell'amore; vive questo sentimento in modo decisamente astratto, inseguendo il suo sogno senza però riuscire a spiegarsi come tradurlo nella realtà. In effetti spesso rimane estremamente deluso da ciò che la vita propone in campo sentimentale poiché difficilmente i rapporti interpersonali corrispondono alle sue fantasie. Fin dall'adolescenza incontra notevoli ostacoli sulla sua strada; non è il tipo che si lancia in avventure sporadiche, ricerca sempre la storia giusta e definitiva; non avendo però l'esperienza necessaria per intuire il decorso di una relazione affettiva, finisce spesso per configurarsi idee e comportamenti personali troppo lontani dal concreto per poter risultare accattivanti agli occhi di un possibile compagno. Questo suo rifiuto per tutto ciò che è consuetudine e costume comune, risulta estremamente negativo nei riguardi di uno stato d'animo spontaneo ed imprevedibile come l'amore: fondamentalmente si atteggia in due maniere molto diverse, da un lato si lascia prendere ed entusiasmare, ricoprendo il partner, di attenzioni e mielosità anche eccessive, senz'altro fuori luogo; dall'altro si muove con circospezione ed attesa di un qualche cosa che neanche Rodolfo Valentino riuscirebbe a percepire. La realtà è che non sa nemmeno lui quello che vuole; per lui l'amore è qualcosa di grande, maestoso, allegro e denso di atmosfera, le difficoltà ed i problemi che un sentimento così sconvolgente può provocare non lo sfiorano neppure, quando è innamorato l'Acquario cammina a dieci centimetri dal suolo, volando spensierato sulla propria nuvoletta. Nulla di strano, certamente questa è una sensazione comune a tutti coloro che vengono colpiti dagli strali di Cupido, il problema è che, come in altri settori, anche qui l'Acquario esagera, si lascia prendere la mano e non riesce a vedere la situazione con i suoi lati positivi e negativi; per lui tutto è rosa o nero, non esistono mezzi termini. Perciò, se dapprima tutto potrà essere zucchero e cannella ai primi segni di incomprensione sarà portato a drammatizzare, a considerare una lite, anche piccola, come una catastrofe, finendo per far precipitare una situazione che, senza il suo melodramma, sarebbe stata assolutamente superabile. Purtroppo quindi i grossi inconvenienti nella maniera con la quale l'Acquario si avvicina all'amore sono due: un'aspettativa per qualcosa di ignoto che neppure lui conosce, ed una freddezza di fondo conseguente alla delusione per non riuscire a raggiungere le vette di emozione che si era configurato. A guardare bene però, L'Acquario dovrebbe capire che il problema è solo nel suo modo di vedere le cose, non può sfuggire alle sue responsabilità e nascondere la timidezza dietro ad un'alibi così fragile, né tanto meno è giusto incolpare il partner di non essere riuscito a creare l'idonea atmosfera; tutto ciò dovrà farlo da solo, per essere pronto ad affrontare un rapporto con serenità e senza inibizioni. L'ACQUARIO E IL LAVORO: La sua grande comunicativa e la predisposizione ai contatti sociali fanno dell'Acquario un perfetto professionista della parola. Certo, non sempre è credibile, tuttavia con le sue qualità dialettiche riesce benissimo a far apparire unico e indispensabile qualsiasi prodotto, per cui, ad esempio, la professione di agente di commercio gli si addice particolarmente. Nel campo lavorativo, come in altri settori, l'Acquario deve divertirsi, non potrebbe concepire un'occupazione statica e monotona, priva di stimoli che rendano effervescente la quotidianità. Quindi generalmente si muove attraverso attività che lo portino ad un contatto con gli altri esseri umani, alla cui base stiano le relazioni sociali e l'ambiziosa promozione nell'immagine dell'azienda per cui presta la propria opera; in effetti l'ambizione è una molla che muove tutto il mondo personalissimo dell'Acquario, sempre proiettato verso inarrivabili obbiettivi. L'ACQUARIO E IL SESSO: Una mente versatile ed estroversa come quella dell'Acquario potrebbe ottenere molte gratificazioni nella sfera erotica in realtà è proprio a livello sessuale che l'Acquario manifesta la sua vera natura. Maggiormente predisposto a farsi guidare piuttosto che a condurre egli stesso il gioco, spesso però rende difficile il compito al proprio partner, che si dibatte tra il timore di apparire eccessivo e l'esigenza di rendere soddisfacente per entrambi il rapporto. Sembra facile, in effetti non lo è; capire esattamente tanto i limiti da non valicare quanto dosare l'ardore necessario per risvegliare i sensi acquariani è veramente un enigma. L'acquario ha una visione estremamente romantica dell'atto sessuale, tuttavia, portato ad esasperare le proprie sensazioni in questo come in altri ambiti, finisce per schematizzare il tutto unicamente alla luce di questa convinzione, un po' adolescenziale, trovando di conseguenza molti ostacoli mentali se non addirittura dei tabù che gli impediscono di vivere la propria sessualità in modo appagante. Probabilmente un compagno che sappia comprendere le esigenze di contorno dell'Acquario e ne condivida il gusto per un'atmosfera fiabesca, potrà aiutare questo soggetto a slegarsi dai propri schemi stereotipati, stimolandone la fantasia ed aiutandolo a trasportare sul piano concreto la propria emotività. Liberato dai propri tabù e dalle proprie inibizioni, l'acquario potrà rivelarsi sessualmente sfrenato, lasciando letteralmente di stucco perfino quello stesso compagno che l'aveva persuaso a dischiudere le porte del suo eros. Privo di limiti e di mezze misure, l'Acquario si butterà a capofitto in nuove e inebrianti esperienze. Viene così a galla l'eterno problema dell'Acquario; anche in campo sessuale infatti, passa da un estremo all'altro, dalla castità alla lussuria, dagli amori platonici alle avventure piccanti con estrema disinvoltura. Queste anime oscillanti convivono nell'acquario che, come acqua zampillante, non ha stabilità, ma movimento, trasparenza ed energia vitale.
February 24 DATURA STRAMONIUM
Famiglia: Solanacee(velenosa mortale) Lo Stramonio(Datura Stramonium)è una pianta originaria dell'oriente che cresce spontanea nei ruderi e nei campi di tutta Italia. Per secoli essa è stata temuta o ricercata per i suoi "poteri magici" che provocano perdita di memoria, amnesia, ebbrezza stupore psichico, delirio e allucinazioni. Nel medioevo era chiamata "erba del diavolo" ed entrava nella composizione di pozioni e di filtri che venivano consumati nelle riunioni di streghe. Lo Stramonio, per le sue proprietà, narcotiche, antinevralgiche, antireumatiche, antiasmatiche, antispasmodiche e sedative del sistema nervoso, è una pianta molto importante dal punto di vista terapeutico ma se assunta in dosi errate provoca un avvelenamento mortale. Deve essere quindi usata sotto diretto controllo medico e per curare gli stati ansiosi, le nevralgie, l'asma, la pertosse e gli spasmi uterini. Tutta la pianta è estremamente velenosa per via dell'alto contenuto di alcaloidi che variano in concentrazione ed in tossicità nelle diverse parti della pianta (radice, fiori, fusti, foglie e semi) e nelle diverse stagioni nonché da esemplare a esemplare. In tempi remoti veniva spesso usata per il suicidio e l'omicidio. L'exitus avviene tramite la paralisi della muscolatura respiratoria. Nella tradizione popolare questa pianta è anche chiamata "Erba del Diavolo" per le sue proprietà di potente allucinogeno; era infatti uno degli ingredienti dell'unguento magico attribuito a Satana. L'uso della Datura Stramonium per questo tipo di finalità è estremamente pericoloso. Della pianta vengono talvolta utilizzate le foglie in forma di tisana, ma si riportano vari casi di decessi anche per l'utilizzo di due soli grammi di foglie. Venivano invece usate, sempre le foglie, per alleviare l'asma bronchiale, sotto forma di sigarette contenenti anche altre erbe medicinali; finché non furono evidenti gli effetti collaterali e la dipendenza che i pazienti subivano inevitabilmente fumando tutti i giorni tali sigarette. February 21 FULL METAL JACKET
Questo è uno dei tanti capolavori i Kubrick. Il film è articolato in due parti principali. La prima mostra il duro addestramento a cui erano sottoposti gli uomini che si arruolavano nel corpo dei Marines degli Stati Uniti. Essa si conclude con un tragico episodio nel quale un soldato, non riuscendo a reggere le dure prove e i maltrattamenti subiti dal sergente maggiore Hartman (istruttore del gruppo), uccide quest'ultimo e poi si toglie la vita. Nella seconda parte i giovani soldati partiranno per la guerra del Vietnam dove saranno costretti a combattere e a vivere in prima persona le terribili vicende di tale guerra. La visione del film è vietata ai minori di 14 anni per la particolare violenza di certe scene. Il filmato riportato in questo intervento mostra l'inizio del film, in cui il sergente maggiore si presenta ai soldati novizi. February 20 PICNIC AT HANGING ROCK
Omaggio ad un film che da sempre mi affascina...La colonna sonora che accompagna tutto il film è stata composta ed eseguita dal grande Gherghe Zampfir, virtuosista del flauto di Pan. Essa contribuisce notevolmente a creare quell'atmosfera di mistero insita nella storia... È il 14 febbraio 1900, giorno di San Valentino. Le allieve del collegio di Appleyard sono in fermento. È una giornata attesa da tempo, all'insegna dell'allegria e dello svago. Per loro, infatti, la scuola organizza un divertente picnic in un posto speciale: Hanging Rock, una splendida località australiana nello Stato del Victoria. Al momento della partenza non mancano gli scherzi e l'agitazione per quelle ore particolari. Giunte sul posto, si apre di fronte a loro la splendida veduta del roccioso deserto australiano: imponente per la sua vastità, suggestivo per i suoi paesaggi lunari. Alcune giovani con il permesso dell'istruttrice decidono di passeggiare fra quegli anfratti rocciosi. E all'improvviso scoppia il dramma. Tre di loro scompaiono nel nulla. Senza un grido. Senza un perché. Una verrà trovata in stato di choc, priva di memoria. Un'altra, invece, qualche giorno dopo verrà trovata ferita. Ma "l'incubo" è solo all'inizio...
February 18 SIGLA TG3
Qualcuno si ricorda questa sigla del Tg3? E' davvero inquietante!!! Ma quanti bambini avrà terrorizzato?? Non vorrei giurarci ma credo di averla anche sognata in una notte della mia infanzia! A parte gli scherzi, è fatta davvero bene e se l'intento del compositore era quello di voler angosciare l'ascoltatore ci è riuscito benissimo! Anche il video non è da meno con questa misteriosa "palla rotante" ricoperta di lettere che ruota su se stessa....un ottimo abbinamento! Voi che ne pensate? February 10 L'ATOMO E' INFINTOIl concetto di atomo ha subito diversi cambiamenti nel corso della storia. Dapprima si pensava che esso fosse l'ultimo costituente della materia, il più piccolo “mattoncino” che stava alla base di tutto ciò che esisteva. Inoltre era considerato indivisibile (dal greco: "àtomos", composto da "a" privativo e "tome", taglio, cioè "non tagliabile"). Successivamente si scoprì non solo che l'atomo non è indivisibile, ma anche che è costituito da particelle più piccole come elettroni, protoni e neutroni, quindi che ha una struttura complessa. L'atomo venne concepito come un sistema dotato di un nucleo, costituito da protoni (particelle cariche positivamente) e neutroni (particelle prive di carica). Attorno a tale nucleo ruotano particelle cariche negativamente molto più piccole di quelle costituenti il nucleo stesso, gli elettroni. Si pensava che questi ultimi seguissero orbite circolari ben precise e determinabili con le leggi della meccanica classica. In seguito venne apportata un piccola modifica alla forma delle orbite elettroniche, considerate non più circolari ma ellittiche. Questo modello atomico è anche conosciuto sotto il nome di "modello planetario", poiché simile ad un sistema solare in miniatura... Dopo questo brevissimo excursus passiamo alla teoria atomica moderna, che è quella che ci interessa maggiormente. Abbiamo detto che nel nucleo sono presenti neutroni e protoni (indicati con il generico nome di nucleoni). I protoni avendo carica elettrica positiva dovrebbero respingersi a vicenda causando così il "dissolvimento" dell'atomo. Vale a dire che l'atomo non potrebbe esistere se non intervenisse una misteriosa forza in grado di vincere la repulsione tra i protoni, che in questo modo conservano una sorprendente coesione. Tale forza è conosciuta sotto il nome di "forza nucleare forte". Alcune scoperte successive al modello atomico planetario decretarono un radicale cambiamento sulla teoria atomica; tra le più importanti ricordiamo il principio di indeterminazione di Heisemberg e il dualismo onda-corpuscolo di De Broglie. Il primo afferma che sono complementari gli errori che si commettono quando si misurano coppie di grandezze quali la posizione di una particella e il suo momento (o quantità di moto). In altre parole non possiamo conoscere contemporaneamente e con estrema precisione sia la posizione che la velocità di una particella. Quanto più precisamente conosciamo la sua posizione, tanto meno precisa sarà la nostra stima della sua velocità e viceversa. Questo principio è valido per qualunque corpo dell'universo, ma il fenomeno diventa apprezzabile solo quando si ha a che fare con entità estremamente piccole. Come conseguenza di tale principio, nel caso dell'atomo, non possiamo conoscere con precisione la posizione e l'energia dell'elettrone. Siccome in genere si è più interessati a conoscere l'energia dell'elettrone rispetto alla sua posizione, dovremmo accontentarci di una conoscenza molto grossolana relativa alla posizione che esso occupa istante per istante, quindi del percorso che seguirà nel suo giro attorno al nucleo. Il postulato di De Broglie invece afferma che ad ogni particella in movimento è associata un'onda la cui lunghezza λ dipende dalla massa (m) e dalla velocità (v) della particella stessa:
λ = h / m v
(dove h è una costante, chiamata costante di Planck). Tale equazione ha validità generale: ad ogni corpo in moto è associata un'onda. Nel mondo macroscopico, però, la presenza di tali onde non influenza il comportamento dei corpi in moto né il nostro modo di descriverlo. Nel mondo microscopico invece le particelle sono abbastanza piccole, e il fenomeno diventa importante. La luce ad esempio può manifestarsi come onda o come particella a seconda dei casi. Quale dei due aspetti prevarrà durante la nostra osservazione dipende solo dal tipo di esperimento che effettuiamo. L'elettrone non sfugge a questa legge. Anch'esso ha una doppia natura. E' contemporaneamente onda e corpuscolo. E' importante chiarire che le onde di De Broglie sono associate alla probabilità di trovare una particella in un dato punto e sono quindi "onde di probabilità". Non si deve commettere l'errore di considerarle uguali agli altri tipi di onde, come ad esempio a quelle elettromagnetiche. Una conseguenza delle leggi appena esposte è la necessità di estendere il concetto di "orbite" a quello di "orbitali". Infatti, non potendo conoscere con precisione le posizioni e i percorsi che compiono gli elettroni attorno al nucleo e avendo l'elettrone natura ondulatoria, non siamo in grado di affermare che un dato elettrone si muove su una certa orbita. Possiamo però dire che esiste una certa probabilità di incontrare quell’ elettrone in una certa regione di spazio. Gli orbitali sono quindi regioni dello spazio attorno al nucleo nelle quali vi è la massima probabilità di incontrare gli elettroni. Gli orbitali hanno forme differenti a seconda della complessità dell'atomo in questione. Le forme più comuni sono quelle sferiche e quelle a due e quattro lobi. In ogni atomo ciascuno di questi orbitali non può contenere più di due elettroni (questo lo si comprende studiando i numeri quantici, di cui non ci occuperemo in questo breve lavoro). Di conseguenza un atomo polielettronico contenente più di due elettroni, avrà tanti orbitali sovrapposti che piano piano si protenderanno sempre più lontano dal nucleo. Questo per poter "ospitare" tutti i suoi elettroni. Dopo questa breve descrizione siamo pronti per fare alcune considerazioni meravigliose. Per semplificare al massimo il nostro discorso prendiamo come esempio l'atomo più piccolo e più semplice che esiste, cioè l'atomo di idrogeno. Il suo nucleo è costituito da un solo protone e attorno ad esso ruota un elettrone. L'orbitale all'interno del quale si muove questo elettrone è di forma sferica. In base alle conoscenze che ormai abbiamo possiamo dire che questa regione sferica rappresenta il luogo in cui la probabilità di trovare l'elettrone dell'atomo di idrogeno è massima. In realtà questo orbitale, come tutti gli orbitali di qualsiasi atomo, non ha un confine preciso. Diciamo che all'interno della "sfera" abbiamo una probabilità maggiore del 90% di trovare l'elettrone. Mentre appena fuori dal confine del nostro orbitale sferico la probabilità di incontrare l'elettrone è minore del 10% e diminuisce mano a mano che ci si allontana. Il fatto sorprendente è che la probabilità di trovare l'elettrone si annulla solo per una distanza infinita dal nucleo! Questo per qualsiasi atomo! Vale a dire che un elettrone di un qualunque atomo del tuo corpo, in un certo istante, potrebbe trovarsi tra i pianeti del sistema solare, oppure all'interno di un'altra galassia! La probabilità che ciò accada sarà piccolissima, infinitesimale, ma esiste! Questo naturalmente è valido per tutti gli atomi dell'universo. Non è stupendo, incredibile? Questo fatto mette in luce che non esiste niente di isolato nel cosmo. Tutto è legato a tutto. Esiste interdipendenza tra tutte le cose del creato anche se il più delle volte non ne siamo consapevoli e crediamo di essere entità indipendenti. Non è così! Tutto questo gli orientali lo avevano capito già diverse migliaia di anni fa durante gli stati di meditazione profonda. Oggi la scienza ce lo conferma. Giunti a questo punto non è più possibile assegnare all'atomo una dimensione finita, poiché per escludere completamente la possibilità di incontrarne una sua parte (l'elettrone) avremmo bisogno di uno spazio infinito. Ma l'uomo, come del resto qualsiasi oggetto dotato di massa, è costituito da miliardi di atomi che, contrariamente a quanto si crede, sono entità infinite. Quindi anche l'uomo è un essere infinito! In ultima analisi, se consideriamo la stretta relazione esistente tra spazio e tempo, siamo in grado di intravedere l'esistenza dell'eternità, presente in ogni istante della nostra vita e oltre.
January 26 SUONO E LUCE
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