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    May 29

    LA BALLATA DEL MICHE'

      

    May 21

    VOLTA LA CARTA

     

     

    Grande Fabrizio!!

    May 18

    LES CHORISTES

       

     

    Caresse sur l'océan
    Porte l'oiseau si léger
    Revenant des terres enneigées
    Air éphémère de l'hiver
    Au loin ton écho s'éloigne
    Châteaux en Espagne
    Vire au vent tournoie déploie tes ailes
    Dans l'aube grise du levant
    Trouve un chemin vers l'arc-en-ciel
    Se découvrira le printemps
    
    Caresse sur l'océan
    Pose l'oiseau si léger
    Sur la pierre d'une île immergée
    Air éphémère de l'hiver
    Enfin ton souffle s'éloigne
    Loin dans les montagnes
    Vire au vent tournoie déploie tes ailes
    Dans l'aube grise du levant
    Trouve un chemin vers l'arc-en-ciel
    Se découvrira le printemps
    Calme sur l'océan.
     
     
     

    CHE COS' E' LA MUSICA?

    Che dire di una simile domanda, la cui risposta è così semplice e complessa allo stesso tempo? Tutti noi abbiamo idee precise al riguardo; tutti crediamo di saperlo, ma il fatto è che fa talmente parte della nostra vita che restiamo letteralmente spiazzati se qualcuno ci chiedesse di che si tratta. Vi siete mai posti un simile problema? Qualunque definizione si tenti di darle rischia di circoscriverla e di diventare riduttiva, se non addirittura "di parte". Certo, questo problema lo incontriamo ogni qual volta ci chiediamo che cos'è il tempo, l'uomo, Dio, l'amore, la forza di gravità o la "salute mentale". Ma qui è necessario soffermarsi sulla musica poiché è di essa che abbiamo deciso di parlare. Di che si tratta dunque? Numerose caratteristiche le sono proprie come l'armonia, la melodia, il ritmo, le dinamiche (queste ultime sono quei parametri che regolano l'"espressione", come il "forte", il "pianissimo", il "piano", etc.)... Spesso nel linguaggio comune si usa dire che una musica o una canzone è lenta, veloce, triste, allegra, rilassante, energica....A volte suscita in noi emozioni tali che veniamo "rapiti" letteralmente e ci trascina con sé in una dimensione sconosciuta come per esempio su di un'isola deserta con le palme e i frutti esotici, sopra un fresco e colorato prato fiorito, oppure su di un pianeta misterioso che si trova all'interno di qualche galassia che procede nella sua corsa siderale ai confini dell'universo. Altre volte invece riesce a farci provare sensazioni talmente profonde che risultano inesprimibili. Chi di fronte ad una canzone, o ad una musica in generale, non ha mai provato, a tratti,  il desiderio di singhiozzare, quasi come per mettersi a piangere, senza peraltro riuscire a capirne la ragione? E' come se in un momento ben preciso alcuni suoni, modulati in un certo modo, riescano chissà come a "solleticarci" l'anima tirando fuori contemporaneamente e in un istante tutte le nostre emozioni più intense, al punto che non sappiamo più se stiamo per ridere o per piangere. Spesso si utilizza la musica anche per sfogare le proprie tensioni interiori ed emozioni negative attraverso quei ritmi violenti e ripetitivi tipici del rock che si ripercuotono immediatamente sul fisico inducendoci al movimento e al "ballo". Molti ragazzi la utilizzano in questo modo al fine di scaricare la propria energia psico-fisica. Altri invece ascoltano musica per liberare lo spirito da ciò che risulta essere impuro e disarmonioso. Del resto i greci non le avevano forse attribuito un potere catartico? Un altro aspetto sorprendente è che a volte abbiamo la forte sensazione di "unirci" alla musica e diventare con essa una cosa sola. In certi momenti noi diventiamo la musica che stiamo ascoltando! Che sensazione stupenda e illuminante! E' come se a tratti, riuscissimo a percepire l'"unità" di cui parlano gli orientali. E non importa quale sia il genere di musica, ognuno scelga quella che più si adatta al suo essere, al suo temperamento. In alcune circostanze, una certa musica, può anche causare l'effetto opposto e divenire fastidiosa se non insostenibile, creando in noi un disagio tale la cui intensità diverrebbe pari alle sensazioni piacevoli di cui parlavamo prima, ma nel senso contrario! Inoltre, vorrei accennare che alcuni medici studiano anche gli effetti neuro-psico-fisiologici della musica. Chi, ad esempio, non ha mai sentito parlare del grande "potere" che ha la musica di Mozart? Queste ultime affermazioni non mi sembrano molto leggere, poiché conferiscono alla musica una dimensione  importantissima, tanto più che le conferme di ciò arrivano dal mondo scientifico.

    Sarebbe bello inoltrarci in questo campo di ricerca, ma rischieremmo di perdere, strada facendo, l'obiettivo che ci eravamo prefissati inizialmente.

    D'accordo, direte voi giunti a questo punto, la musica è in grado di suscitare in noi emozioni straordinarie, sia piacevolissime che estremamente sgradevoli, di produrre effetti sul nostro fisico, sulla nostra psiche e sul nostro cervello. Ma cos'è? Spesso tendiamo a giudicare in base alle sensazioni che ci suscita, di modo che, se una certa musica ci infastidisce siamo spesso soliti ad affermare: "questa non è musica!" E che dire allora di una persona a cui la stessa musica suscita sensazioni bellissime ed intense? Non siamo sulla strada giusta. A volte giudichiamo in base alla complessità e alla qualità di una certa composizione. Ad esempio se una canzone è molto semplice dal punto di vista musicale e magari il testo ci sembra banale e il cantautore si "sgola" senza un minimo di impostazione vocale, siamo pronti ad affermare: "la vera musica è un'altra cosa". Eppure a volte possiamo provare emozioni forti anche ascoltando Cristina D'aveva, poiché, ci fa rivivere alcune sensazioni che provavamo da piccoli quando la sentivamo. Altre vote invece ci impadroniamo della scienza, della fisica in particolare, per sostenere le nostre ragioni. Così siamo pronti a dire che quando le vibrazioni che giungono al nostro orecchio sono regolari si parla di musica, se invece, al contrario, sono irregolari siamo in presenza di rumore. C'è anche chi è pronto a sostenere che l'armonia è basata su leggi matematiche, naturali, universali e che, se in una composizione i suoni non sono disposti seguendo queste leggi, non possiamo parlare di musica vera e propria. Ma allora tutta la musica del '900, tra cui la dodecafonia, è veramente da buttare nella spazzatura? Possiamo davvero arrogarci il diritto di sminuirla solo perchè non utilizza l'armonia tonale (e di conseguenza non è immediatamente gradevole all'ascolto) o perchè a volte appaiono strumenti che non emettono vibrazioni regolari? Non lo penso proprio. Anche gli autori di quel periodo hanno prodotto veri e propri capolavori degni di ascolto. Ora, per cercare di concludere questa discussione e non rischiare di perderci in disquisizioni infinite che non portano da nessuna parte, vorrei citare un aneddoto capitato ad un grande compositore italiano morto di recente. Parlo di Luciano Berio. Un giorno, un intellettuale gli chiese cosa fosse la musica. Berio rispose: "la musica è tutto ciò che si ascolta con l'intenzione di ascoltar musica". Una risposta stupefacente, geniale se vogliamo, degna di un grande compositore, che in un attimo supera in larga misura tutte le considerazioni che abbiamo fatto fino ad ora. Un'affermazione davanti alla quale non ci si può che sentire a proprio agio poiché non impone limitazioni di sorta. Tutto, o quasi tutto, vi è inglobato. Non tiene conto dei pregiudizi scaturiti dalla ragione e dal mondo delle sensazioni personali. Va oltre tutto questo. In definitiva vorrei aggiungere che i moderni scienziati che si sono avventurati con la ricerca nel "cuore" della materia, hanno scoperto che essa, al suo limite estremo, non è costituita da particelle ma da "stringhe" o "corde" vibranti che oscillano ad una velocità elevatissima. Del resto che cos'è che non si muove, che non vibra, nel cosmo? Tutto è vibrazione, dall'energia esistente prima che si formi una particella elementare fino ai pianeti e agli ammassi galattici. Possiamo per un attimo liberarci dagli schemi  rigorosi della scienza e cercare di vedere il mondo sotto questo aspetto stupendo? Perchè privarci di poter apprezzare le meraviglie del creato al solo scopo di conservare le nostre "certezze", che in realtà non abbiamo, e che peraltro la scienza non è in grado di fornirci? Basta con questo malsano uso della ragione che, spinto ai limiti estremi, rischia di non saper gestire il rapporto esistente tra il piano divino e quello riservato ai meccanismi mentali. A coloro che sostengono che un approccio simile sia molto poco scientifico ma solo pittoresco e poetico io domando: perchè scienza e poesia non possono coesistere come entità complementari, completandosi vicendevolmente? Un po' come dovrebbe essere per "ragione" e "fede"...

    Ora che sappiamo che la musica è tutto, diventa anche più semplice comprendere perchè una canzone, o una sinfonia riesce a farci vibrare l'anima e a proiettarci in un "luogo" magico e sublime dove non vi è più bisogno della ragione per vivere ciò che ascoltiamo.

     

     ps: mi piacerebbe sapere qual è il vostro pensiero al riguardo. Che pensate della musica? Scrivetelo pure nei commenti se vi va. Accetto volentieri sia le critiche sia atre proposte, anche semplicemente per completare ciò che ho scritto io oppure per stravolgerlo completamente...

    May 01

    LA COLLINA - FABRIZIO DE ANDRE'